Il FATTACCIO

 

 

 

 EQUITALIA

I COMUNISTI E GLI INDUSTRIALI PUGLIESI SONO SOLO PREOCCUPATI DEL CAMBIO DI VERTICE LOCALE DI EQUITALIA.

RAGONE, PRESIDENTE DI UBF: E LE PRECEDENTI DENUNCE MOSSE DAGLI INDUSTRIALI A EQUITALIA?

Il consigliere comunale di Bari di Prc, Marra, e l'Ing. De Bartolomeo in rappresentanza degli Industriali, sono intervenuti  in aperta polemica  sui cambi di vertice a Bari, Brindisi e Foggia della "Equitalia S.p.a.", in  particolare per le "scelte strane", sì definite da Marra, praticate dal neo Consiglio di Amministrazione appunto in relazione a detti lamentati avvicendamenti. E' del tutto ovvio e naturale che con il passaggio del testimone al vertice centrale di Equitalia, avvenuto lo scorso 19 settembre tra il dimissionario Presidente, Dott. Raffaele Ferrara, e ill Dott. Attilio Befera, già Amministratore Delegato, e con la nomina del nuovo Direttore Generale, Dott. Marco Cuccagna e di due Vicedirettori Generali, Dott. Luciano Mattonelli e Dott. Renato Raffaele Vicario, anche presso le sedi periferiche della Società,tra le quali le nostre pugliesi, di conseguenza si sarebbero potuti cambiare, come sono cambiati, i manager; ciò può avvenire - e avviene- nell'ambito delle scelte legittime di ogni Azienda, con la piena consapevolezza e responsabilità di coloro che la amministrano, dirigono e vi lavorano. Pertanto anche la "scelta strana", per usare il gergo del consigliere Marra, particolarmente in relazione al licenziamento del capo area territoriale pugliese di Equitalia, cui gli ha fatto eco l'Ing. De Bartolomeo, non fa alcuna meraviglia, nè deve e nè può interessare alcuno, come in effetti non interessa, sopratutto i cittadini in veste di contribuenti. A questi, infatti, se cambiano i vertici centrali e/o periferici, e/o se arrivano a dirigere le nostre sedi manager del nord o del sud, non provoca alcuna impressione, emozione e preoccupazione. Ciò che invece si aspettano nell'immediato dai nuovi vertici locali di "Equitalia" decine di  migliaia di nostri concittadini contribuenti è, in particolare, che  le modalità di recupero dei crediti vantati dagli Enti Impositori ( Inps, Agenzia delle Entrate, Inail, Prefettura, Regione, Provincia, Comune, ecc.) usate fino ad oggi dalla loro incaricata Concessionaria in questione nei confronti dei contribuenti morosi (o presunti tali), siano riviste ed adeguate alle effettive possibilità e capacità di rimborso sopratutto di quanti intendono, nonostante tante altre difficoltà ( aziende, lavoro, famiglia,mutuo in essere ( a tasso variabile!), o quinto dello stipendio o della pensione già ceduti a terzi, ecc.), "mettersi in regola" per tasse, tributi, previdenza, dipendenti, contravvenzioni codice della strada, ecc.    
Il consiigliere Marra ha, tra l'altro, elogiato pubblicamente il capo area territoriale pugliese della Società, a suo dire "licenziato in tronco", nonostante questi  avesse portato l'agenzia barese di Equitalia ai vertici nazionali in termini di riscossione e di riduzione dell'evasione fiscale; ha continuato, Marra, sostenuto da De Bartolomeo, col plaudire al  buon clima di collaborazione creato da questo capo area con l'imprenditoria e le organizzazioni territoriali e hanno entrambi concluso che i vertici di Equitalia  opportunamente forniscano adeguate spiegazioni sulle vere ragioni di tali avvicendamento/i. Ma il consigliere Marra, e l'Ing. De Bartolomeo in particolare, sono a conoscenza delle centinaia di imprese baresi ( artigiani, commercianti, piccolissime e piccole, medie e grandi aziende)  terrorizzate dai metodi di recupero già praticati da Equitalia nei loro confronti, leggi  " in mancanza di adempimento avviso di procedura di pignoramento dei propri crediti presso i terzi"?  Con la conseguente disastrosa messa a conoscenza del "problema" al  sistema bancario? Non sanno, Marra e De Bartolomeo, o fingono di non sapere (?!), che a decine di migliaia di nostri semplici cittadini, professionisti, impiegati, operai, disoccupati, pensionati, è bloccata la circolazione, in più casi, dell'unico proprio mezzo di trasporto di famiglia, leggi "iscrizione di fermo amministrativo" sull'auto o sul motorino; o che viene loro iscritta ipoteca sulle case, sui negozi, scantinati e terreni? E che, senza alcuna perizia, questi immobili sono messi all'asta da Equitalia e venduti per valore catastale e non di mercato? Cioè se una casa vale 200.000,00 euro viene venduta a 28.000,00 euro, tanto cioè quanto è il valore catastale? E che ci vuole, così, con questi.. strumenti, consigliere Marra, a rendere "lusinghieri"  i bilanci di un'Azienda, che in più casi, tra l'altro, ha riscosso da molti quanto non dovuto ( e poi restituito), leggi "sgravi" ? Certo a Equitalia la pratica di questo tipo di strumenti, per il recupero forzoso, è consentita da una legislazione vigente, ma che non puo', e meno che mai deve, essere applicata di routine, cioè sempre, per tutti e "senza guardare in faccia nessuno"; l'applicazione di questa legislazione è  rivolta, ed è giusto che così sia, e deve continuare ad esserlo, agli accertati ed  incalliti contribuenti morosi che, pur essendo nelle condizioni di pagare il dovuto in un'unica soluzione o mediante una dilazione del pagamento, se ne impippano delle conseguenze, che Equitalia bene fa a comunicare agli interessati con congruo anticipo.Diversa, invece, la condizione, e ciò riguarda la maggior parte dei nostri concittadini e imprese in veste di contribuenti,di coloro i quali non dispongono della liquidità necessaria, e/o non possono dilazionare la debitoria secondo le pretese di Equitalia  ( non meno di euro 100,00 mensili cad. cartella esattoriale), ma che tuttavia intendono "mettersi in regola". Ecco, l'Associazione in Difesa dei Consumatori e degli Utenti Bancari Finanziari "UBF", è di questi ultimi che intende continuare a farsi carico, suggerendo alle parti sociali e politiche della nostra Città e della nostra Regione, di concentrare la propria attenzione intorno a  questi veri problemi e solo in parte accennati, tralasciando ogni inutile e futile polemica su fatti interni o "strane scelte" che riguardano esclusivamente un'Azienda come ogni altra; a noi interessa una Equitalia più.. "umana" e aperta ad ogni soluzione possibile di questi problemi che hanno avvillito per troppo tempo la nostra Comunità. Possiamo e vogliamo ben sperare che la nuova dirigenza si distingua, per questo, dalla precedente: perchè possa accadere, finalmente, anche di sorridere da una parte all'altra dello sportello.  Cordiali saluti. Il Presidente dell'Associazione in Difesa dei
Consumatori e Utenti Bancari Finanziari "UBF"

Dott. Giancarlo Ragone

Bari 18 ottobre  2008

 

 

 

Da "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 12/10/08
Le imprese denunciano:  «In Puglia senza credito» di Massimiliano Scagliarini



BARI - Effetti diretti sul sistema produttivo pugliese ancora non ce ne sono. Ma, a voler leggere i segnali, la crisi finanziaria in atto sembra destinata a invertire il trend di crescita registrato negli ultimi 18 mesi. Per dirla con il presidente regionale di Confindustria, Nicola De Bartolomeo, «oggi il rischio più concreto è cadere, e siccome siamo abbastanza in alto possiamo farci molto male».

Dai costruttori ai commercianti il grido d’allarme è univoco: se le banche chiudono i rubinetti, le imprese si ritroveranno incapaci di gestire la recessione. E poi ciascuno ha i propri problemi.
Per l’edilizia, dice Salvatore Matarrese dell’Ance, «il rallentamento del mercato dei mutui metterà in difficoltà l’edilizia privata». Tradotto: se non ci sono soldi, la gente comprerà meno case.

Un concetto che, applicato al commercio, suona più o meno così: «La mancanza di fiducia del consumatore - incalza Giuseppe Chiarelli, segretario regionale della Confcommercio - spinge verso il basso i consumi. È una situazione che si sta aggravando e che è nuova, più pesante rispetto alle note difficoltà registrate nei mesi scorsi».

Il sistema Confcommercio si è riunito negli scorsi giorni a Sorrento per fare il punto della situazione. L’Ance ha creato un’unità di crisi che ha lo scopo di analizzare il momento per proporre soluzioni. E venerdì Confindustria incontra a Milano i vertici dei più importanti gruppi bancari italiani: insieme alla presidente Marcegaglia ci sarà De Bartolomeo, in rappresentanza degli imprenditori del Mezzogiorno.

«Certo è singolare - ragiona il presidente degli industriali pugliesi - che le banche si irrigidiscano proprio in questo momento, quando da loro servirebbe l’esatto contrario». Ma il comportamento del sistema creditizio è obbligato, spiega Errico Ronzo: «I maggiori istituti italiani - dice il direttore generale della Banca Popolare di Puglia e Basilicata, 125 sportelli in 11 regioni - non solo sono stati colpiti dalla crisi dei mutui, ma stanno anche cominciando ad adeguarsi agli standard di Basilea II. Moltissime banche hanno un Tier I (l’indice che misura la quota di capitale più facilmente utilizzabile, Ndr.) inferiore al 6%, per cui o diminuiscono il credito oppure fanno aumenti di capitale: e sappiamo quali siano le difficoltà a questo proposito». Da questa situazione Ronzo vede un rischio ulteriore: «Se le grandi banche tagliano il credito, a rimetterci sono soprattutto le imprese di fascia più bassa, che a quel punto si rivolgeranno alle banche più piccole come la nostra. Noi come Bppb non abbiamo toccato gli impieghi, ma è evidente che gli istituti come il nostro non potranno accontentare tutti».

La soluzione? Secondo Ronzo «il governo dovrebbe rifinanziare i Cofidi», i consorzi di garanzia che affiancano la micro-impresa per agevolare l’accesso al credito. «In un momento di difficoltà come questo, che comunque è destinato a passare, è necessario mettere in campo tutti gli strumenti atti a non ingenerare panico».

Almeno su questo punto banche e imprese sono d’accordo tra loro e con il sindacato. Ieri, da Lecce, il segretario nazionale dell’Ugl, Renata Polverini, ha detto che «lavoratori e imprese, in particolare quelle piccole, rischiano di pagare un prezzo alto da questa crisi», ed ha chiesto al governo di «soccorrere l’economia reale con una riduzione delle tasse per i redditi fissi, e con sostegni alle piccole e medie imprese» .

«È importante - incalza De Bartolomeo - infondere tranquillità nel sistema. Che si sappia: qui nulla è perduto. Certo, anche le disposizioni dell’ultima Finanziaria non ci aiutano: è stata cancellata la detraibilità degli interessi passivi, mettendo un altro costo sulle spalle delle aziende. Ma ad oggi conseguenze dirette della crisi, per ora, non ne abbiamo ancora».
De Bartolomeo prova a vedere il bicchiere mezzo pieno: «Questa crisi deve servire per rivalutare il ruolo dell’impresa tradizionale, quella che produce».

Le costruzioni, principale voce del pil pugliese, sono più o meno nella stessa situazione: «Non abbiamo ancora raggiunto il livello di guardia - dice Matarrese - la situazione è dura ma nell’or - dinarietà. Registriamo una crescente difficoltà nell’accesso al credito, nel senso che i tempi stanno diventando più lunghi».
Ma sulle imprese che lavorano per committenti pubblici si scaricano anche le difficoltà finanziarie degli enti: «I tempi per i pagamenti si allungano, soprattutto da parte delle piccole amministrazioni: ormai siamo abituati ad attendere anche 90-100 giorni, anche per colpa di Equitalia. Questo non fa altro che aumentare gli oneri finanziari a carico delle imprese». Restano alla finestra anche i commercianti. «Al momento - dice Chiarelli - aspettiamo di capire l’evoluzione della situazione. Le difficoltà di accesso al credito ci sono, anche se fino ad oggi non hanno fatto vittime». Ma forse è soltanto questione di tempo.

 

Da "Brindisi TG24" del 24/07/2008

EQUITALIA. FERRARESE: “L’ATTUALE SISTEMA DI RISCOSSIONE È MEDIEVALE”

La problematica relativa alla riscossione forzosa delle cartelle esattoriali da parte di Equitalia, più volte denunciata da Confindustria Brindisi, con la piena condivisione dell’Ordine dei Commercialisti, della Camera di Commercio e di vari Parlamentari di  diverse estrazioni politiche, è stata portata dal Presidente Ferrarese all’attenzione  della Giunta di Confindustria Puglia. Le motivazioni addotte sono state pienamente  condivise dalla Giunta, in quanto trovano concreto e quotidiano riscontro in tutte le realtà provinciali pugliesi. La decisione unanime della Giunta di Confindustria Puglia è stata quella di supportare in tutte le sedi l’iniziativa già avviata da Brindisi. Pertanto, anche il Presidente De Bartolomeo affiancherà nella prossima Giunta Nazionale di Confindustria la richiesta del Presidente Ferrarese di intervenire sul Governo. Si tratta di una vera e propria usura di stato – ha detto Ferrarese – per le elevate sanzioni, per tassi anomali e per agi sproporzionati. A queste azioni - ha continuato nel suo intervento Ferrarese – si aggiungono tutte le azioni forzose, quali pignoramenti ed ipoteche, senza alcuna notifica preventiva, anche a fronte di palesi errori dello stesso Ente impositore e senza alcun contraddittorio e, quindi, senza Alcuna possibilità di difesa. Paradossalmente si agisce anche in presenza di cartelle sospese dal giudice tributario. Praticamente – ha concluso il Presidente Ferrarese – il modus operandi di Equitalia, sulla base delle disposizioni vigenti, è pari a quello del sistema impositivo e riscossivo medievale, nel quale il feudatario riscuoteva le prebende a sua totale discrezione ed arbitrio.